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Intervista a Daniele Imperi

Un breve ma intenso incontro con Daniele Imperi, uno dei blogger più interessanti del web, non solo per le sue indiscusse capacità di scrittura, ma anche per il suo essere poliedrico e ricco di idee e iniziative.

1- Vorrei iniziare questa intervista chiedendoti, Daniele, di descrivermi un po’ il tuo mondo, com’è la vita di un blogger, di un appassionato di scrittura, quali le soddisfazioni e quali le amarezze, se ce ne sono.

È un mondo come quello di chiunque altro, credo. Per scrivere articoli per il blog o narrativa occorre investire in tempo per leggere e documentarsi. La soddisfazione maggiore è data dai lettori che ti leggono. Le amarezze non saprei.

2- Ho visto, all’interno del tuo blog, Penna blu, che ci sono diversi racconti gratuitamente scaricabili, ne ho letto qualcuno e non per piaceria, devo ammettere che sono davvero ben scritti; qual è, ti chiedo, il segreto per scrivere un buon testo, quali i punti chiave, dai qualche consiglio a chi ama la scrittura.

Grazie per aver letto alcuni dei miei racconti. Un buon testo, secondo me, deve essere prima di tutto grammaticalmente corretto.

I racconti sono storie brevi, in cui bisogna condensare tutte le vicende in uno spazio ristretto. Non permettono di inserire tanti personaggi, di dilungarsi. Però sono una bella palestra per la scrittura creativa.

I punti chiave principali per un buon racconto sono innanzitutto una trama solida: l’autore deve avere le idee chiare su cosa raccontare, anche se io stesso, per i cosiddetti racconti bonsai (300 parole o poco più) ho improvvisato.

Io poi sono fissato con la struttura: ogni storia per me deve rispettare i 3 atti (impostazione, conflitto, risoluzione) – o anche 5 (contesto, conflitto, climax, chiusura, conclusione). In breve deve avere un principio, uno svolgimento e una fine.

3- Penna blu è diventato piano piano un punto di riferimento per molti appassionati dell’arte di scrivere, ed effettivamente ci sono moltissimi consigli su come approcciarsi al testo; ma come è nato il tuo sito?

Da tempo avevo il desiderio di creare un blog sulla scrittura, perché secondo me la gente scriveva male. Più trovavo orrori ortografici e grammaticali in giro e più quel desiderio si rafforzava. E così è nato Penna blu, che col tempo si è evoluto nella forma che ha ora.

4- Parlaci del tuo ultimo libro “Adesso blog!: Le 22 (immutabili) leggi del blogging”, cosa ti ha spinto a scriverlo e in generale a chi è rivolto?

Il mio ultimo libro è anche il primo e unico che ho pubblicato. Non c’è stata proprio una spinta a scriverlo, quanto piuttosto un’idea. Avevo letto tempo prima “Le 22 immutabili leggi del marketing” di Al Ries e Jack Trout e un giorno mi sono chiesto se non esistessero delle leggi anche nel blogging. E così è nato il libro.

È rivolto soprattutto a chi non ha un blog e vorrebbe aprirne uno, ma anche a chi non ha riscontrato risultati nel suo blog e vuol capire dove ha sbagliato.

5- Essendo tu un blogger professionista, quali sono le regole principali per scrivere un buon post, cosa non si deve mai fare, che tipo di approccio si deve avere sul web?

Le regole principali per scrivere un buon post sono:

  • un titolo chiaro, breve e soprattutto inerente al tema dell’articolo;
  • divisione del testo in paragrafi brevi;
  • sottotitoli per separare i sottoargomenti del post;
  • un linguaggio conversazionale e non freddo e distaccato.
  • E originalità.

Cosa non si dovrebbe mai fare? Mettersi in cattedra, prima di tutto, e non rispondere ai commenti.

6- Ho letto in una tua intervista di qualche anno fa che secondo te è molto difficile vivere di blogging; hai cambiato idea? Chi vende servizi, prodotti editoriali o usa le affiliazioni, ad esempio suggerendo libri su Amazon, attraverso il proprio blog, lo considereresti uno “che vive di blogging”?

In Italia vivere solo di blogging secondo me è impossibile. Per vivere significa guadagnare oltre 1000 euro solo scrivendo articoli per blog. La vedo davvero dura. Con le affiliazioni non si va da nessuna parte: per guadagnarci bisogna avere un enorme traffico giornaliero, migliaia di visite al giorno.

No, non ho cambiato idea da allora.

7- Qual è l’ultimo libro che hai letto? Se potessi consigliare tre letture, quali sarebbero? E il libro più brutto che secondo te è mai stato pubblicato?

L’ultimo libro letto è un romanzo storico sulla Seconda Guerra Mondiale, “La città dei ladri” di David Benioff (l’autore de “La 25° ora”, divenuto un film con Edward Norton).

Difficile consigliare tre letture… una però potrebbe essere il libro appena citato. Posso poi segnalare altri tre romanzi letti quest’anno che mi hanno davvero colpito: il capolavoro “O Lost” di Thomas Wolfe (una saga familiare), “Il libro di Daniel” di E.L. Doctorow (sul tema della pena di morte negli Stati Uniti) e “Morire in primavera” di Ralf Rothmann (ambientato nella Seconda Guerra Mondiale, è la vicenda di un soldato delle SS).

All’ultima domanda non so proprio rispondere.

8- Proprio grazie a internet, ai canali social, il mondo dell’editoria è cambiato; cosa ne pensi e come vedi oggi l’attività di scrittore? Libro cartaceo o e-book?

In un certo senso la vedo più difficile rispetto a uno o due secoli fa e per due motivi: siamo moltissimi a scrivere e a sognare di fare lo scrittore e tutta questa tecnologia – i social in primis – distraggono e basta.

Non disdegno gli ebook, ma preferisco leggere libri cartacei.

9- Ho letto che ami la montagna, le lunghe passeggiate, fare trekking; secondo te ciò che facciamo, le nostre passioni, i nostri hobby, possono incidere su ciò che poi produciamo a livello creativo? Se sì, fammi un esempio pratico che ti riguarda.

In qualche caso sì. Per esempio, a me hanno sempre affascinato temi come le conquiste spaziali, gli ipotetici alieni, i misteri irrisolti, le civiltà scomparse, il soprannaturale. E amo scrivere di tutto questo.

10- Concludo questa intervista chiedendoti: cosa vuole fare Daniele da grande? Visto che Penna blu è solo l’ultimo di una serie di blog, è un qualcosa che credi sia a tempo perché ci sono progetti nuovi oppure continuerà così come lo hai creato?

Daniele, purtroppo, è già grande, avendo compiuto ormai mezzo secolo. Ma dentro ha ancora 10 anni, in realtà. Da grande, comunque, vorrei lavorare in mezzo alla natura.
Penna blu avrà una fine, come ogni cosa a questo mondo. Non so quando accadrà, ma accadrà.

In futuro mi piacerebbe aprire un blog di stampo ecologico, in cui far rivivere i modi di vita di un tempo, qualcosa insomma che abbia a che fare con la vita all’aria aperta.

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