“Voci” di Pina Oliveti

Ritorni al Sud
I paesaggi dietro al finestrinoSchermata-2016-08-22-alle-12.51.38
spiccano frenetici
i tuoi occhi brillano
ritorni al sud.
Ritorni ai profumi di mandarini,
all’odore dei mosti e del pane sfornato,
all’autunno rosso
di cachi maturi e castagne.
Ritorni al sud
figlio mio
al calore del fuoco
agli echi di una chitarra battente
al vociare chiassoso di chi ti aspetta
al sorriso di tua madre.
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Ricordi, emozioni dell’infanzia che provengono da luoghi un tempo vivi, ricchi di voci e festosi e ora abbandonati e silenti, tra le mute pietre; nostalgia per gli amore finiti e non vissuti a pieno; l’amarezza e il rimpianto per ciò che è irrimediabilmente cambiato, ma anche la capacità di parlare del passato, di accettarne le mancanze e ciò che fa soffrire e vivere intensamente il presente, con la voglia di tornare a sognare.
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C’è tutto questo e molto altro ancora nell’ultimo libro di Pina Oliveti, Voci (Edito Ilfilorosso, 2016), con prefazione di Luigina Guarasci, una raccolta di poesie, pensieri, riflessioni profonde che l’autrice ha composto con la voglia di rappresentare se stessa, la sua terra, la Calabria (Voci della mia terra) e gli altri.
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Ciò che emerge sempre dai suoi scritti, è l’amore viscerale per Rogliano, per i vicoli e le vecchie case del Rione di Cuti, che costituisce per Pina quel luogo magico in cui il dolore e le preoccupazioni si assopiscono, dove lei riesce a ritrovare se stessa e la sua dimensione più intima.
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Le poesie presenti nella raccolta sono scritte sia in italiano sia in dialetto e tale scelta risponde alla necessità di evidenziare come quest’ultimo abbia la capacità di dare in maniera vibrante spessore e colore ai ricordi e alle parole. Si genera, così, in maniera del tutto naturale, durante la lettura di questi versi, un potente turbinio di emozioni che non può non travolgere il lettore, che entra subito in empatia con l’autrice, in grado di smuovere le sensazioni e le reminiscenze più profonde.
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Il tema centrale dell’opera è l’amore, quell’amore che trafigge, che rattrista il cuore, che finisce sotto le ceneri, che ritorna spesso prepotente a bussare, che non cessa di provocare rimpianti, di ferire con le sue spine, ma che tuttavia rende vivi, emoziona, pur se nei ricordi di un sentimento che fu.
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Voci è un libro liberatorio, un grido che l’autrice vuole lanciare per far capire a tutti che occorre raccontare, non dimenticare, godere di ciò che la vita ci offre in ogni istante, accogliendo a braccia aperte quanto ci riserva il futuro.
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