Antonio Ligabue saluta la Calabria

Dal 19 gennaio fino al 17 febbraio 2018, presso il Museo del Presente di Rende (CS) sarà possibile visitare, per la prima volta in Calabria, la mostra monografica di uno degli artisti più rappresentativi del ’900, Antonio Ligabue (curata dall’associazione 9, in collaborazione con la Casa Museo Ligabue di Gualtieri e con il patrocinio del Comune di Rende). Quaranta tra le sue opere più belle e importanti, suddivise tra dipinti, sculture e incisioni saranno esposte per quasi un mese, per dare a tutti la possibilità di entrare in contatto con il genio di un artista dalla vita sfortunata ma ricca di ispirazione creativa che lo ha collocato, indiscutibilmente, tra i pittori naif più importanti del secolo scorso.

 

La mostra sarà visitabile con i seguenti orari: dal martedì al sabato: 9.00-13.00 / 16.00-20.00; domenica e festivi: 10.00-13.00 / 16.00-20.00.
A supporto di tale evento, una serie di attività didattiche e laboratori rivolti alle scuole e ai giovani visitatori.

 

 

Biografia

Nato a Zurigo il 12 dicembre del 1889 da Elisabetta Costa e padre ignoto, dopo aver in principio preso il cognome della madre, venne riconosciuto dal nuovo marito di quest’ultima, Bonifacio Laccabue, che diede il proprio cognome al giovane. Successivamente Antonio avrebbe cambiato il cognome in Ligabue a causa dei pessimi rapporti con il patrigno, originario di Gualtieri.
Dopo la morte della sua famiglia, madre e tre fratelli, a causa di una intossicazione alimentare, venne affidato a una famiglia di svizzeri, presso i quali, tuttavia, non si trovò molto bene.
Fin dall’infanzia, Antonio evidenziò varie problematiche comportamentali che lo portavano a isolarsi e a essere aggressivo e questo lo avrebbe condotto a diversi ricoveri in manicomio.
Nel 1928 la svolta: l’incontro con l’artista Renato Marino Mazzacurati, che ne comprese il genio e la genuinità, spinsero Antonio a far emergere la sua arte, poiché insegnandogli a utilizzare meglio i colori a olio lo aiutò a coltivare il suo talento. Seguirono altri momenti difficili: Antonio Ligabue, inseguito a una discussione, ruppe una bottiglia sulla testa di un militare tedesco e ciò comportò un nuovo ricovero in manicomio.
Successivamente l’artista Andrea Mozzali lo fece dimettere ospitandolo nella sua casa di Guastalla.
Dal 1948, la sua attività artistica si fece più intensa, tanto che nel 1961 a Roma, presso il Museo la Barcaccia, si tenne la sua prima mostra personale.
Morì il 27 maggio 1965 all’età di sessantacinque anni.
All’indomani della sua morte gli venne dedicata una retrospettiva nell’ambito della IX Quadriennale di Roma.

 

Senza dubbio, le opere di Ligabue presentano un’enorme forza espressiva; i suoi dipinti hanno come soggetti soprattutto animali aggressivi come rapaci, tigri, animali che evidenziano probabilmente uno stato suo intimo e personale di lotta con la vita e con la sua difficile condizione; interessante anche considerare che il pittore mai aveva visto dal vivo tali belve. Molti dipinti sono poi degli autoritratti nei quali la cosa che colpisce maggiormente è la vividezza degli occhi, senza dimenticare che in generale tutte le opere di Ligabue possiedono colori brillanti e intensi.

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *