Bomarzo: alla scoperta del Parco dei Mostri

Set 10, 2016
Un tuffo nell'arte

A Bomarzo, a pochi chilometri da Viterbo, nel cuore della Tuscia, si trova uno spettacolare complesso monumentale unico al mondo denominato Villa delle Meraviglie, Sacro Bosco  o più comunemente, appunto, Parco dei Mostri.

Questo luogo incantevole e misterioso venne progettato dal principe Vicino Orsini e dal famosissimo architetto Pirro Ligorio, nel 1552, a Bomarzo e si estende su una superficie di quasi 3 ettari. Ciò che colpisce il visitatore è la presenza di numerose statue in peperino, una particolare roccia di origine magmatica, tipica del luogo, che rappresentano animali mitologici, divinità e mostri, alternati a una particolarissima casetta pendente, a un tempietto funerario, a obelischi, fontane e sedili.
Il Parco è stato organizzato come un labirinto, un percorso, che forse, secondo alcuni, potrebbe anche nascondere elementi di carattere alchemico.

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Particolari sono anche le scritti enigmatiche, purtroppo non tutte ben conservate e comprensibili presenti sulle sculture: «Voi che pel mondo gite errando vaghi di veder meraviglie alte et stupende venite qua, dove son facce horrende, elefanti, leoni, orchi et draghi», «Animus quiescendo fit prudentior ergo», «Tu ch’entri qua pon mente parte a parte et dimmi poi se tante maraviglie sien fatte per inganno o pur per arte», che, come già detto, rappresentano esseri fantastici, dalle enormi dimensioni, che hanno colpito, nell’arco dei secoli, tutti gli artisti, gli intellettuali e gli studiosi, che hanno visitato il parco, come il grande pittore Salvador Dalì, che ne rimase particolarmente affascinato.

Il percorso che oggi è possibile compiere all’interno del parco è stato allestito nel secondo dopoguerra e in esso i principali mostri sono i seguenti:

  • Le Sfingi: sono poste all’entrata, quasi a voler accogliere il visitatore, e ricordano sia i modelli classici sia quelli egizi;
  • Prometeo o Glauco: si tratta di un enorme mascherone che sembra fuoriuscire dalle viscere della terra con le fauci aperte;
  • Ercole e Caco: denominata il “Colosso” è la statua più grande del Parco;
  • L’Orco: è sicuramente la scultura più famosa e rappresentativa di questo luogo; al suo interno vi è una camera ricavata nel tufo che per l’ambiente determina la deformazione delle voci, creando un effetto mostruoso;Bomarzo_Monster
  • La Casa Pendente: questa è stata costruita su una roccia inclinata ed entrando al suo interno, a causa della pendenza irregolare del pavimento rispetto ai muri, si ha una sensazione di smarrimento; forse, in principio, era la reale entrata del Parco;
  • L’Elefante: sembra voler essere un tributo all’impresa di Annibale durante le guerre Puniche;12107941_10208078822669657_7893439654999830978_nIl Tempio: costruito successivamente rispetto al resto del Parco (circa 20 anni dopo) in onore della seconda moglie del principe Orsini, una principessa Farnese, presenta uno stile misto tra quello classico e quello rinascimentale.12096437_10208078824589705_8521852766447610775_n

Insomma un piccolo gioiello che merita di essere visitato almeno una volta nella vita, per la sua unicità e per l’atmosfera di mistero e magia che racchiude al suo interno.

 

http://www.scritturaedintorni.it

Amalia Papasidero, editor, correttore di bozze, consulente letterario e blogger. Ha conseguito il master in “Tradizione e innovazione nell’editoria. Dal libro all’e-book” presso l’Università della Calabria. Gestisce il sito web www.scritturaedintorni.it (che ha ottenuto l’accredito stampa presso il Festival della letteratura di Mantova nel 2016), che si occupa di ciò che ruota attorno al mondo della scrittura e offre numerose risorse e servizi per gli autori. Organizza eventi letterari e culturali (presentazioni librarie e musicali, campagne di sensibilizzazione su temi sociali). Ha da poco pubblicato una raccolta di poesie dal titolo “Riflessi”. Tiene corsi di scrittura e self-publishing, workshop sulle tematiche legate alla narrazione.

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