Come scrivere un libro autobiografico

Qualche interessante consiglio  per scrivere un libro autobiografico

Scrivere un libro non è propriamente una passeggiata, richiede capacità non solo tecniche riguardanti la conoscenza della grammatica, della lingua italiana in generale, ma anche molta fantasia nel cercare di creare una trama, dei personaggi e degli intrecci che siano credibili, coinvolgenti e spingano il lettore a rimanere con gli occhi incollati al foglio.

Tuttavia, scrivere un libro autobiografico appare cosa sicuramente più facile da fare: al di là, infatti, di quelle conoscenze di base che ogni buon scrittore deve possedere per potere mettere nero su bianco, come detto sopra, avere conoscenza della grammatica, della lingua italiana e possedere un buon lessico, basta riportare le proprie esperienze, e pertanto ciò che si è vissuto, chi si è incontrato durante la propria vita, o in una particolare parte di essa. Ovvio che raccontare di se stessi, parlare di una situazione vissuta in prima persona, richiede uno sforzo di fantasia davvero minimo e dunque più semplice da applicare.

Ma come si scrive in concreto un libro autobiografico?

Vi sono una serie di regole che valgono in generale per la stesura di un libro, a cui si aggiungono, poi, dei piccoli accorgimenti che riguardano proprio i libri biografici. In primo luogo, quando si decidere di iniziare a scrivere un testo, occorre avere ben chiaro di cosa si vuole parlare, quindi della vicenda o delle vicende di cui si vuole narrare; in tal caso occorre effettuare un indice, in modo da avere un quadro chiaro e sempre presente sotto gli occhi dei punti che nell’ambito del racconto dovranno essere poi sviluppati. Questo rappresenta un elemento essenziale nella stesura di un testo, in quanto non fissare gli argomenti potrebbe portare lo scrittore a procedere con grande confusione, rischiando di non giungere e non esporre al meglio i vari avvenimenti.

Dopo avere creato un indice, occorre iniziare a trattare i vari punti; il consiglio è di scrivere tutto ciò che viene in mente in relazione ad una vicenda, lasciandosi trasportare dai propri pensieri, in quanto il lavoro di limatura del testo avverrà in una fase successiva.

Scritto il contenuto, si dovrà passare a quello che prima è stato indicato genericamente come “lavoro di limatura”: occorrerà rileggere tutto il testo, cercando di soffermarsi sui concetti, sulla loro chiarezza, sul linguaggio, sullo stile che allo scritto si vuole dare, prestando attenzione a quelli che possono essere i refusi (errori di battitura), alla correttezza grammaticale e sintattica, in questi casi vi sono anche molti professionisti che possono aiutare gli scrittori in erba effettuando diversi servizi come la correzione delle bozze e l’editing, (noi di scritturaedintorni.it forniamo in questo senso diversi servizi).

Dopo avere concluso la fase relativa alla scrittura (possono essere inserite anche testimonianze di persone terze, poesie, e in generale quanto possa raccontare al meglio la vita dello scrittore, non ci sono limiti alla fantasia in tal caso), e aver creato dunque il contenuto, riletto il tutto ed eventualmente corretto le varie parti e i vari errori, si può passare alla parte più creativa;  si deve decidere cioè il titolo dello scritto ed eventualmente inserire delle foto che possano essere di aiuto nel percorso biografico effettuato nel libro.

Capire come scrivere un libro autobiografico potrebbe permettere a tutti coloro che lo volessero, di poter raccontare la propria vita, facendo solo attenzione a dei piccolissimi passaggi, che poi in linea di massima  sono applicabili alla stesura di una qualunque testo.

Schema: come scrivere un libro autobiografico:

1. Creare un indice, decidendo quelli che saranno gli argomenti e le vicende che si dovranno trattare;

2. Sviluppare i singoli argomenti individuati;

3. La prima fase deve essere lasciata alla massima libertà di espressione e di contenuto;

4. Dopo avere “buttato giù” tutte le idee, effettuare una prima rilettura del testo per sistemare i concetti, migliorare il linguaggio e lo stile, correggere gli errori di battitura, di grammatica e di sintassi;

5. Compiere una seconda e magari una terza rilettura, per valutare la scorrevolezza del testo;

6. Scegliere un titolo che possa racchiudere il senso di quanto raccontato, nel caso dell’autobiografia si potrà scegliere qualcosa che sia personalmente significativo;

7. Selezionare una serie di foto, che insieme a quanto scritto, raccontino la propria storia, o la particolare vicenda autobiografica narrata.

In generale, da quanto esposto fino adesso, si può capire che scrivere un libro autobiografico, o di qualsiasi altro genere, non è una “missione impossibile”; ovvio è che il miglior scrittore è colui che è anche il miglior lettore, colui che apre la mente, che accoglie e digerisce tutto ciò che lo circonda, che osserva, che non lascia mai nulla al caso e che riesce a rendere viva qualunque cosa che per sua natura sarebbe inanimata.

Scrivere è un esercizio dell’anima, richiede calma, concentrazione, ma anche passione e a volte coraggio: parlare di se stessi, in un libro che poi presumibilmente sarà letto da tantissime persone, rappresenta una vittoria, poiché significa che ci si è riusciti a liberare davvero dal giudizio altrui, raccontando le proprie personali e inimitabili emozioni.

Ecco un elenco di autobiografie consigliate:

1. Boris Pastemak. Autobiografia

2. Twain. Autobiografia

3. Lungo cammino verso la libertà. Autobiografia di Nelson Mandela

4. Le mie invenzioni. L’autobiografia di un genio. Autobiografia di Tesla.

5. Autobiografia spirituale. Dalai Lama

6. Autobiografia. Franzo Zeffirelli

7. Chaplin. La mia autobiografia

8. MIles Davis. L’autobiografia

9. L’autobiografia. Scrivere di sé per stare bene

10. I have a dream. Autobiografia di Martin Luther King

11. Reato di vita. Alda Merini

12. Non c’è nessun Dio quassù. Di Jurij Gagarin

13. Jack London. Autobiografia alcolica

14. Angelicamente anarchico. Autobiografia di Don Andrea Gallo

15. Lettere dal carcere. Antonio Gramsci

16. Autobiografia di Malcom X

17. Angela Davis. Autobiografia di una rivoluzionaria

18. La mia vita. Richard Wagner

19. Figlio di nessuno. Un’autobiografia senza frontiere. Autobiografia di Boris Pahor

20. Il perché non lo so. Margherita Hack

21. Padre Pedro. Autobiografia di un ribelle

22. Cosima quasi Grazia. Autobiografia di Grazia Deledda

23. Il racconto del pellegrino. Sant’Ignazio di Loyola

24. Il diario di Anne Frank

 

Amalia Papasidero

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52 thoughts on “Come scrivere un libro autobiografico

  1. Nadia says:

    Gentilissima dott.ssa Amalia, ho quasi ultimato la storia dell’evento traumatico che mi ha travolto, ho anche individuato un paio di titoli possibili, resta solo da cambiare o eliminare alcuni nomi, migliorare la correzione e forse limare.Ho cominciato allo scopo di far conoscere a tutti la malvagità del mio capo e l’abuso di potere di certe altre, ma so che potrei rischiare di essere denunciata per diffamazione, per questo confido nei suoi consigli, perché so ch’è un avvocato.Scrivere mi ha aiutato molto a superare la difficoltà e a fare introspezione, per cui, essendomi resa conto dei cambiamenti, in meglio, avvenuti in me, desidero pubblicare il libro, perché spero di aiutare gli altri a credere nella possibilità di superare qualunque difficoltà con un briciolo di fede e un po’ di buon umore.

    • Gent.ma Nadia,
      innanzitutto, la ringrazio di avermi scritto, mi fa sempre piacere quando gli utenti leggono i miei post.
      Per quanto riguarda il suo testo, sono lieta che la scrittura l’abbia aiutata a superare un trauma, questo evidenzia sempre di più che scrivere ha carattere terapeutico e davvero può migliorare la vita di una persona. Se dovesse avere bisogno in merito alla sistemazione del testo qui io fornisco dei servizi (correzione bozze, editing, ecc.).
      Per quanto riguarda i contenuti da lei inseriti nel suo libro, il consiglio che mi sento di darle è di romanzare il tutto; capisco che voglia far venire a galla una situazione difficile, ma deve anche tutelare la sua posizione. Non so che tipo di azienda e che tipo di influenza ha il suo ex datore di lavoro, oltre al fatto, appunto, che potrebbe querelarla per diffamazione e andrebbe poi lei a inserirsi in una situazione molto farraginosa in cui le servirebbero testimonianze, prove, insomma non credo che lei voglia andare in contro ad altri problemi.
      Pertanto penso che la soluzione migliore sia quella di romanzare, di raccontare ma non fare riferimenti a persone (dovrà cambiare i nomi) o situazioni, se, come le spiegavo prima non ha le spalle coperte, nel senso che in caso di una denuncia abbia i mezzi e la possibilità di difendersi e far valere le proprie ragioni.
      Alla fine, se il suo scopo è dire a chi subisce mobbing sul lavoro come si deve comportare, racconti semplicemente una storia, faccia arrivare un messaggio, senza necessariamente voler rovinare chi le ha fatto del male. Vada avanti e si liberi dal peso di questa brutta esperienza. Se avrà bisogno nella fase di correzione, le ribadisco, la possibilità di usufruire dei nostri servizi.
      Le auguro in bocca al lupo per tutto.

  2. Matilda says:

    Buongiorno io ho scritto una bozza del mio primo libro ma prima voorei qualcuno che mi aiuta a fare la correzione e mettere in ordine un po le mie idee per renderlo perfetto perché ho tante idee ma non so come metterli in ordine.nel modo che il racconto sia perfetto.

  3. chantal says:

    buon giorno… vorrei scrivere una autobiografia….solo che io potrei fornire punti cruciali raccontandomi maquello che mi servirebbe è un assemblatore che renda poi fluidi e miei racconti incastrandoli uno cn l’altro…vorrei sapere i costi grazie…..

  4. PIPPO says:

    Buongiorno Sig,Amalia. Con immenso piacere e interesse ho trovato la sua pagina.per formattazione la mia biografia. L e chiedo qualche consigli professionale. Ho 75 anni,la mia vita l’ho vissuta in vari paesi europei,in medio oriente(durante il conflitto anni 80,tra iran e irak) in sud america all’età di 16 anni,incarcerato,e dopo un dichiarato indesiaderabile,ho avuto un infanzia triste vicino ai miei genitori ma,privo di amore materno ,ho vissuto il 95% della mia vita sulla strada,ho creato ingrossi(grandi) in italia e all’estero senza un soldo,per copa della mala compagnia,sono finito dietro le sbarre,ma mai ho commesso un atto delittuoso,ho aiutato sempre il più debole,in circostanze pericolosi ne sono uscito sempre a galla,ho sei figli in 4 nazioni,a 64 anni ho ricevuto il dono di DIO,d’avere avuto l’unica figlia femmina,a 57 anni sono andato a vivere in un paese alluvionato del sud america,senza un soldo,e senza aver venduto niente al mio paese,e ho creato tanto,tanto,dove tutt’ora i miei figli avuti nel secondo matrimonio,gestiscono tutto,venezuela,e in un’isola dei caraibi.Desidero non stancarla di più. Adesso le dico e le domando gentilmente;dietro insistenza dei miei figli ho ripreso il mio racconto(interrotto) nel 2.000.Adesso trovandomi in Italia,l’ho ripreso,sono arrivato ascrivere fino al 2.002,mancano i migliori anni,di come ho costruito (dal nulla)e onestamente,la sicurezza della mia sopravivvenza(non ho diritto alla pensione,e questo è ovvio,ho scritto già 23,500 righi di un quadernoni,con 40 righi in ogni foglio,metterò fogli,e foto del racconto,secondo lei andranno in un solo volume?.Trascrivere tutto ciò per via telematica sarà una odissea,cosa mi consigliaE mi anticipi per favore il titolo appropiato,in questa vita che ho vissuto,sull’incognito,su precipizi,ma sempre col la realtà di sfiorare il codice ma non intaccarlo.Io credo tantissimi persone sono deceduti,gli eredi possono fare qualcosa se nominerò i famigliari?.GRAZIE INFINITI,E MI AUGURO AL PIU’ PRESTO,DI PASSARLE TUTTO QUANTO!.

    • Gent.mo Pippo,
      senza dubbio la sua vita è stata ricca di cose, di situazioni belle e brutte, di gioie e di dolori e credo che, giunto alla sua bella età, sia una buona idea raccontarla.
      Per quanto riguarda il lavoro di scrittura, le posso dire che per fare una correzione è indispensabile ricopiare al pc tutto quello che ha scritto sulla carta, altrimenti diventa davvero difficile poter lavorare sul suo testo; mi rendo conto che può risultare complicato riportare tutti in digitale, ma è necessario.
      Solo così eventualmente potrò aiutarla a correggere il testo.
      Circa il titolo, per ora non me la sento di darle nessun consiglio, dovrei prima leggere cosa ha scritto, per avere un’idea più precisa della sua storia.
      Per quanto riguarda la possibilità di utilizzare i nomi e i cognomi di persone vere, può precedere nel seguente modo: o cambia i nomi e ne mette di fantasia, per fare in modo che nessuno riconosca quella persona, oppure può cercare di entrare in contatto con gli eredi, se le persone che vuole nominare sono morte, facendogli firmare una carta, dopo aver loro spiegato il suo progetto, in cui le diano il permesso di poter utilizzare il nome del proprio parente all’interno del suo libro.
      Quando avrà tutto pronto mi ricontatti così vediamo che lavoro occorre fare sul suo testo.
      Per ora la saluto cordialmente,

  5. Christian says:

    Buonasera, Mi hanno suggerito di scrivere una autobiografia dei miei ultimi 10 anni di vita personale/ professionale in quanto qualche anno fa sono stato al centro dell’ attenzione per una idea concretizzata in un momento ben determinato della nostra storia socio/economica. Ho già messo giù le basi e ieri sera guardando un film ho avuto anche una idea x il titolo. Vorrei sapere se secondo lei potrebbe essere una buona idea e se voi potete assistervi.
    Cordiali saluti

  6. veronica says:

    salve sto scrivendo un libro su di me e la mia vita, da un po a dir la verita è in stand by per mancanza di tempo e idee… la mia domanda è: siccome nel libro ovviamente parlo di persone reali, con le quali spesso pero non ce stato piu confronto, rapporto o quant’altro; è pericoloso metterli nella mia storia per la privacy o per non cadere in intoppi basterebbe cambiare loro nomi e particolari?

    • Cara Veronica,
      la questione che poni è davvero quella più problematica in assoluto; come ho già spiegato in altri commenti, la cosa migliore sarebbe far firmare una liberatoria a tutti coloro che sono presenti all’interno di un romanzo per avere la certezza che, dopo averlo letto e visto come sono descritti, non hanno nulla in contrario alla pubblicazione e diffusione di esso.
      Malgrado ciò, tu mi dici che non tutte le persone sono rimaste in “buoni rapporti” con te; in questo caso se il cambiamento del nome e delle situazioni che le riguardano rendono realmente irriconoscibile la persona a cui ti stai riferendo allora va bene, effettua pure questi cambiamenti; se ciò non bastasse, però, e tu sei certa che le persone in questione potrebbero, non solo riconoscersi, ma non avere il piacere di essere inserite nella tua storia, allora consiglio di bypassare e di non menzionare nulla che possa riguardarle.
      In bocca al lupo per il tuo scritto.
      A presto!!!

  7. fabio says:

    Buongiorno dottoressa, la mia curiosità trova sfogo in una semplice domanda: se volessi scrivere un libro autobiografico, quanto dovrebbe essere lungo in termini di pagine?
    Grazie!

    • Ciao Fabio!
      Allora ti rispondo subito: un libro, sia esso un romanzo, un’autobiografia, un racconto, non ha un numero di pagine predefinito.
      Può averne 30, come 500, l’importante è il contenuto. Quindi il mio consiglio è quello di porre la tua attenzione su ciò che andrai a scrivere e a raccontare, non ti preoccupare della lunghezza, lascia fluire i tuoi pensieri.
      A presto 😀

  8. Gioia Mazzetto says:

    Salve ho iniziato da pochi giorni a scrivere la storia della mia vita, però mi piacerebbe scriverla in terza persona come io raccontassi la storia di un amica.
    è una buona idea?
    posso cambiare i nomi originali o meglio mantenerli?

    La ringrazio Gioia

    • Ciao Gioia,
      non esiste una regola specifica per scrivere una autobiografia, senza dubbio l’utilizzo della prima persona permette di introdurre nel testo elementi emozionali più forti, perché è il protagonista che racconta le proprie sensazioni (e tra l’altro è senza dubbio più semplice rispetto alla terza persona).
      Circa l’utilizzo dei nomi originali, io consiglio sempre di cambiarli, se è possibile, poiché se si volessero mantenere, sarebbe sempre il caso di far firmare una liberatoria agli interessati, in cui danno il proprio consenso affinché il loro nome venga inserito in un testo che sarà, molto probabilmente, pubblicato.
      Spero di esserti stata d’aiuto. Per qualunque dubbio ricontattami pure.
      A presto

  9. Aura Nordio says:

    Ciao sono Aura, ho appena finito di scrivere un libro autobiografico ma mi è venuto un dubbio, siccome ho riportato nomi e cognomi di amici e parenti, devo chiedere la loro autorizzazione prima di pubblicare? E nel caso si trattasse di personaggi pubblici tipo conferenzieri e scrittori famosi in tutto il mondo, devo chiedere la loro autorizzazione per pubblicare? Grazie mille

    • Ciao Aura!
      Allora, quando riporti i nomi di persone “private” è sempre meglio far firmare loro una liberatoria, non si sa mai nella vita. Potrebbero adesso darti il loro assenso e in un futuro pentirsene, creandoti delle difficoltà con il tuo testo.
      I personaggi pubblici, proprio per il loro essere tali, non devono dare consenso laddove tu li citi (es. citare un cantante, un poeta o uno scrittore non è un problema, riportando sempre la fonte, cioè attribuendo la canzone, la poesia, la frase a chi effettivamente l’ha scritta). Se si tratta di conferenzieri, proprio perché questi ultimi parlano in un luogo pubblico, aperto a tutti coloro che vogliono ascoltare, è sufficiente che riporti, dopo avere scritto l’intervento del soggetto in questione, il suo nome e la confrenza della quale l’intervento fa parte.
      A presto 😀

    • Ciao Sandra!
      Un libro non ha una forma predefinita, statica e immutabile; infatti una storia può essere raccontata a fumetti, con didascalie, in poesia, tramite una serie di racconti, sotto forma di diario, ecc.
      Se tu vuoi raccontare la tua storia, nulla ti impedisce di farlo graficamente. Ovviamenete ti consigliere l’aggiunta di brevi riflessioni, di frasi o di pensieri che accompagnino il tutto.
      A presto 😀

  10. Cristina says:

    Salve vorrei un opinione sul titolo della mia autobiografia?
    Il primo anno di vita con la Trisonomia 21
    É un bel titolo o sembra scarso?

    • Ciao Cristina.
      Per poterti dare un consiglio preciso, bisognerebbe leggere tutto il tuo libro, perché a volte il titolo potrebbe fuoriuscire da una sfumatura del testo, o da un richiamo a qualcosa che in esso è contenuto.
      Sulla base dell’argomento, ti dico che potrebbe andare, ma che potresti, sempre lasciando nel titolo il nome della sindrome “Trisonomia 21”, scriverlo in maniera più accattivante; se magari vuoi mandarmi qualcosa da leggere di quello che hai scritto potrei aiutarti a trovare un titolo maggiormente incisivo.

      A presto

  11. Di Masi Maria Grazia says:

    Ciao Amalia sono Maria desidero scrivere un libro anche se non ho la benche’minima idea di come iniziarlo ho scritto gia’un po’di cose io da anni soffro di un disturbo chiamato sindrome maniaco-depressiva e voglio parlarne in modo da comunicare di come ci si senta ad esserlo della “pazzia” di cui nessuno parla o per lo meno si tende ad evitare di parlarne per un senso di vergogna che si prova ad avere una malattia mentale .Vorrei poter avere qualche buon consiglio

    • Ciao Maria Grazia!
      Come ho spesso scritto in risposta ad altri commenti,
      ci sono alcuni step che devono essere seguiti per poter scrivere un testo che poi, pian piano, possa diventare un libro autobiografico. Li ho già inseriti all’interno dell’articolo: la creazione di un indice in cui racchiudere tutti i momenti di cui si vuole parlare e che poi dovranno essere sviluppati; la scrittura vera e propria, in cui occorre dare libero sfogo a ricordi, pensieri ed emozioni; la fase finale di sistemazione e limatura del testo.
      Se dovessi avere bisogno di un aiuto più specifico per la creazione del tuo scritto (mi rendo conto che non è facile scrivere un libro), mandami pure una mail all’indirizzo: info@scritturaedintorni.it.
      A presto 🙂

      Amalia

  12. sandra says:

    salve sono Sandra appena finito di raccontare la mia storia da ragazza adottata e vorrei un parere di qualcuno all’infuori di me, tutti mi consigliano di scrivere un libro e vorrei sapere se sono in grado, e magari un consiglio. Lei lo può fare?

  13. Maria says:

    Salve dottoressa mi chiamo maria e Ho 24 anni, vorrei scrivere un libro sulla Mia vita poiche nonostante la Mia eta e stato difficile viverla come Tanti, vorrei che quando Le altre persone leggano il mio scritto riflettano sul non abbattersi mai anche se ti senti crollare la terra sotto I piedi, mi potrebbe aiutare? Grazie per la risposta

  14. Angelo says:

    Sono un missionario laico, sto’ rientrando dopo tre mesi alla “normalità” …
    Don Andrea mi disse, perché non scrivi un libro sulla tua esperienza???
    Il ricavato lo potrai dare in beneficenza…..
    Potete aiutarmi
    Grazie
    Angelo

  15. mery card says:

    personalmente ritengo che potrei guarire la mia anima se riuscissi a scrivere la mia vita ,perche’ non riesco neanche a viverla nel modo giusto

    • Ciao Mery,
      forse scrivere, soprattutto se si sta vivendo un periodo complicato, può aiutare.
      Il mio consiglio è di prendere un foglio, una penna, oppure digitare sulla tastiera del pc, e di buttare fuori tutto quello che hai dentro… non risolverai le tue difficoltà ma è un primo passo verso un maggiore contatto con te stessa, con ciò che provi… forsi poi, potresti riuscire ad affrontare tutto con più lucidità!
      Scrivimi se hai bisogno di aiuto!

  16. Cornetta Maria says:

    Sinceramente credo che l’autobiografia sia il più difficile degli esercizi. Come evitare di autocelebrarsi, come essere obiettivi sui propri difetti, come calibrare le parole? Si rischia di tediare il lettore. Una storia, secondo me, è interessante quando coinvolge più soggetti, perchè chi legge vuole, in qualche modo, ritrovarsi nei personaggi o nella loro storia, ma se il soggetto è unico (anche quando ha vissuto tante esperienze) si rischia d’impantanarsi nel narcisismo o nel vittimismo. E’ un’opinione generica, naturalmente, che può essere tranquillamente confutata dagli appassionati di biografie. Personalmente, evito di scriverne. Le trovo estenuanti (specialmente se si vuole ottenere un ottimo prodotto).

    • Ciao Maria, la tua è un’osservazione giusta e legittima: oggi con i social, e con la possibilità di parlare continuamente di noi stessi, è molto facile che l’egoismo e l’egocentrismo diventino l’elemento cardine attorno a cui ruota tutto e di conseguenza un’eventuale autobiografia.
      Però ti prospetto un altro punto di vista: spesso raccontare di sé, del proprio vissuto, rappresenta uno sfogo, la voglia di denunciare qualcosa, la necessità di raccontare una vicenda, senza che la smania di protagonismo sia presente; ho letto tante biografie nel tempo e mi sono resa conto che a volte vi è solo la voglia di ripercorrere situazioni e momenti personali che acquistano un certo sapore in quanto condivisi con altri.
      Non dimentichiamo quelle autobiografie di persone che dal buio sono riuscite a migliorare la propria vita, potrebbero rappresentare un incentivo positivo per gli altri.
      Oggi la parola d’ordine è condividere… raccontare di se stessi forse è il modo più bello per farlo.

  17. Anesa says:

    Salve,sono una ragazza bosniaca di 25 anni e da 23 vivo qui in Italia. Vorrei scrivere un libro autobiografico parlando dell’esperienza della guerra dell’ex Jugoslavia vissuta in prima persona. Vorrei farlo per condividere con gli altri i miei pensieri,la mia esperienza. Potete aiutarmi?

  18. Fabiana says:

    Buongiorno dott.ssa Papasidero, sto terminando di scrivere la mia autobiografia ma da nessuna parte sono riuscita a trovare delle risposte esaurienti in merito alla violazione della privacy dei personaggi del libro. Mi spiego meglio. Ovviamente nel corso di una vita si incontrano persone che la caratterizzano e che la influenzano, pertanto diventa necessario parlare anche di loro magari facendone il nome. In questo caso, a fronte di un’eventuale pubblicazione dell’autobiografia, come si può tutelare la privacy degli altri? E’ sufficiente cambiare loro i nomi? Devono per forza autorizzare la pubblicazione? Grazie per la gentile risposta.

    • Angela says:

      Ciao a tutti! da tempo desidero scrivere un’autobiografia e quello dello scrivere i veri nomi delle persone che hanno avuto un ruolo importante nella mia vita è sempre stato un dubbio che mi ha bloccato nell’iniziare questa impresa.
      Come si procede in questo senso? Per la maggior parte sono persone che positivamente si sono distinte nel loro accompagnarmi in questa vita, ma ci sono alcune (poche per fortuna) che hanno contribuito al verificarsi di episodi drammatici.
      Grazie per i consigli!

  19. Sabrina says:

    Salve. Mi chiamo Sabrina. Vorrei iniziare a scrivere un libro sulla mia infanzia da ragazza adottata. Ma ho dei dubbi su come iniziare.

    • Ciao Sabrina.
      Come hai potuto leggere nel post, la primissima cosa da fare è creare un indice che contenga, punto per punto, tutto ciò di cui vorrai parlare. Questo è un passo fondamentale, per riordinare le idee e per capire quello che sarà il contenuto della tua storia. Poi, ogni punto deve essere sviluppato e ampliato. Se dovessi avere bisogno di maggiori consigli, scrivi all’email info@scritturaedintorni.it, questo è comunque un servizio di cui ci occupiamo.
      A presto.

  20. tarcisio says:

    Grazie ma in prima persona mi sembra di essere esageratamente protagonista. Pero devo notare che scriverlo in terza persona…. lo devo riscrivere

    • Non è esageratamente protagonista se il libro che sta scrivendo è la sua biografia, poiché è fuor di dubbio che il “personaggio principale” della storia che sta raccontando è proprio lei.
      Scriverlo in terza persona riprende uno stile di scrittura ormai in disuso, utilizzato in passato dai vari autori che, a mio modesto parere, non ha quell’impatto emotivo forte che ha, invece, il discorso in prima persona.
      Ovviamente sempre a lei la scelta! 🙂

  21. tarcisio says:

    Salve, sto scrivendo la mia biografia che riguarda sopratutto un’esperienza di lavoro in Cile. Ma le biografie si scrivono in terza persona o in prima?

    • Salve!
      Allora non esiste una regola fissa per cui si debba procedere in un modo anziché in un altro; tuttavia, trattandosi di una autobiografia, sarebbe meglio parlare in prima persona perché è il protagonista della storia che racconta la sua vita, le sue esperienze. Scrivere in terza persona, utilizzando una voce narrante non avrebbe molto senso e non darebbe al lettore lo stesso impatto emotivo.
      Spero di averle dato un consiglio utile. 😀

  22. elisa says:

    Salve,
    mi chiamo Elisa.
    Avrei la curiosità di sapere se qualcuno, all’infuori di me, potrebbe apprezzare il mio modo di raccontarmi.
    Sarebbe possibile inviare anche solo una pagina per sapere se potrebbe valere la pena esternare il mio essere?
    Grazie.

  23. giacomo says:

    Salve sono Giacomo e sono ipovedente,
    Vorrei scrivere un libro autobiografico che racconti la mia burrascosa vita adolescenziale che mi ha costretto , a causa della patologia, a girovagare per tutta Europa nella speranza di trovare un camice bianco che potesse confermare il preciso opposto di quanto diagnosticato dai medici della mia citta’. Come può aiutarmi?

    distinti saluti
    Giacomo. S.

    • Carissimo Giacomo,
      è possibile scrivere un libro che parli di lei, della sua vita e delle sue vicessitudini; ho letto la sua e-mail, ma visto la mancanza dell’indicazione dell’oggetto, non avevo capito che tipo di riposta voleva.
      Se lei ha skype possiamo sentirci e valutare come procedere.
      Mi faccia sapere inviando una mail a info@scritturaedintorni.it.
      A presto!

  24. Michaela says:

    Buon pomeriggio.
    Ho solo 17,e il mio professore mi ha dato la motivazione giusta per iniziare a scrivere un libro autobiografico. Ho da sempre avuto la passione sia per la lettura che la scrittura e mi hanno sempre elogiata per ciò che scrivevo mettendo in moto la mia fantasia. Ho un quaderno colmo di storie,esperienze,anche personali. Avrei bisogno di un piccolo aiuto. Io iniziato a scrivere ma ho bisogno di un professionista che controlli e che mi dica se sono sulla buona strada o no. Potreste aiutarmi?

    • Ciao Michela,
      non esiste un’atà per iniziare a scrivere, perciò non preoccuparti se hai solo 17 anni; è molto bello che una ragazza giovane come te abbia voglia di esprimersi e condividere le proprie esperienze, i propri pensieri con gli altri.
      Se vuoi puoi inviare qualcosa alla seguente e-mail, info@scritturaedintorni.it, così posso leggere i tuoi scritti.
      In caso poi ci possiamo sentire su skype.
      A presto 😀

  25. Claudio says:

    Salve , sono un autore alle prime armi e sto scrivendo la mia autobiografia che, per essere pubblicabile e quindi vendibile, avrei bisogno di un correttore di bozze ed editing. Potreste aiutarmi?

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