Come si scrive un curriculum vitae

Di Giacomo Papasidero

Ho letto centinaia di curricula e avendo fatto selezione del personale per alcuni anni, posso spiegare come si scrive un curriculum vitae che attiri l’attenzione e possa permettere di ottenere un colloquio. Sarò molto diretto e chiaro.

Per prima cosa io non seguo il formato europeo, o quello standard. Riflettiamo: lo scopo di un curriculum vitae è farsi notare. Se si usa il formato “standard”, uguale per tutti, non è un controsenso? Ovvio che se tutti usassero un formato non standard sarebbe più difficile, ma noi sfruttiamo la massa che non usa originalità e creatività, prendendo così in partenza un punto a nostro favore .

Vediamo come si scrive un curriculum vitae circa le esperienze professionali. Non bisogna limitarsi a inserire dove si lavorava e il periodo o le mansioni generiche del ruolo svolto. Aggiungimo due sezioni importantissime: una in cui spiegare cosa si faceva esattamente, cioè come si impiegava il tempo in quell’esperienza lavorativa. E una in cui descrivere cosa si è imparato, che competenze si sono acquisite, in cosa si è fatto passi avanti grazie a quel lavoro. Occorre usare parole chiave precise, andando anche sul tecnico, in modo sempre conciso ma che possa far capire cosa si è fatto esattamente.

Vediamo adesso come si scrive un curriculum vitae.

Circa la formazione, evitare di limitarsi a scrivere il nome dell’istituto, il titolo, la votazione e gli anni. A volte sono inserite le materie principali, ma il tutto risulta poco interessante. Occorre aggiungere anche quali sono state le conoscenze che ogni materia ha fornito, cercando di essere specifici e non generici, indicando anche cosa si è imparato davvero, come tale  esperienza formativa ci ha cambiato. Occorre pensare a questo: se tornando indietro non la facessimo, cosa perderemmo? Cento persone che fanno lo stesso corso seguono le stesse materie, ma si portano via tutte qualcosa di differente e unico. Occore riuscire a spiegare cosa!

Vediamo come si scrive un curriculum vitae parlando delle competenze linguistiche e informatiche. Se si possiedono dei titoli occorre scriverli. Non basta dire che si ha una buona conoscenza di una lingua o di un applicativo officequando non si ha uno straccio di titolo o una buona motivazione, anche se questa conta molto più del pezzo di carta. Se si è vissuto due anni all’estero, si saprà parlare quella lingua meglio di chi ha seguito un corso di 6 mesi prendendo poi un attestato. Se sul nostro blog personale facciamo scaricare gratis un programma di contabilità in office, lo sapremo usare meglio di chi ha preso un titolo formale come l’ECDL. Insomma, occorre spiegare come si fa a dire che si possiede quella capacità o quella conoscenza, dimostrandolo con prove concrete. Bisogna scrivere tutto quello che è reale.

Vediamo poi come si scrive un curriculum vitae parlando delle capacità relazionali e comunicative. Di solito questa è la fiere delle ovvietà. Non bisogna dire che si sa lavorare in team, ma quando questo è avvenuto, come, con che ruolo, e  con che risultati. Sappiamo comunicare in modo efficace? Come possiamo dimostrarlo? Si possiedono esperienze che hanno tirato fuori questa dote? Quando, cosa e come sono state utilizzata. Non bisogna temere di usare esperienze personali che hanno poco a che fare con il lavoro. Bisogna far capire cosa si sa fare e darne prova  in maniera concreta.

Infine, qualche consiglio generale. Nei dati personali è da inserire sempre una foto “presentabile”, in primo piano. Si deve scrivere se si ha un sito o blog pertinente con quello che si è detto nel curriculum vitae. Se posseduto, è bene inserire anche il profilo LinkedIn, aggiungerà informazioni, avendo magari anche delle referenze di altri utenti.

Occhio alla pagina Facebook: molti datori di lavoro la leggono per farsi un’idea di che persona hanno davanti, osservando cosa si pensa e si scrive pubblicamente. Alla fine del curriculum scrivere sempre che si autorizza il trattamento dei dati personali secondo il Decreto Legislativo 296/2003. Se manca questa postilla il cv sarebbe da cestinare e non potrebbe neanche essere letto.

Quando si prepara il curriculum vitae non bisogna farne uno uguale per tutti. Occorre personalizzalo in funzione di chi lo deve leggere. Come detto all’inizio non bisogna fare mail in formato standard (a meno che sia una condizione obbligatoria per presentare la domanda, ma anche in questo caso ci si può lavorare su!), ma preferire di ordinare tutto in base agli interessi dell’azienda a cui ci si rivolge. Usare la prima pagina, quella che tutti vedono di sicuro, anche per poco, per inserire esperienze, formazione, capacità, conoscenze molto pertinenti a quel posto di lavoro. Non si devono inserire tutte le esperienze, solo quella (o quelle) coerenti. Quindi occorre mischiare i vari elementi nel  curriculum e ordinandoli in funzione di chi legge.

Ultimo consiglio: non si deve inviare curricula a casaccio, a tutti quelli che offrono lavoro. Si deve capire cosa si vuole fare. Se si agisce in modo passivo, facendo quel che fanno tutti, si otterranno i risultati (scarsi) che ottengono tutti. Prima di inviare un cv ci si deve accertare di conoscere la risposta a queste due domande: per quale motivo dovrebbero assumerci al posto di un altro con esperienze e capacità molto simili? Come faremmo guadagnare all’azienda, a cui chiediamo uno stipendio, più di quanto gli costerà assumerci? Queste domande, forse, non le sentiamo in un colloquio, ma di certo nella mente del selezionatore ci sono.

Giacomo Papasidero
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Coach, consulente e formatore.