Meglio il libro o il film?

Di Amalia Papasidero

Questa è la solita domanda che ci facciamo o che ci viene fatta, tutte le volte che una storia parte da un libro e di essa viene poi fatta la trasposizione cinematografica. Certo è che vi sono due nette correnti di pensiero:

  • quella secondo cui il libro sarà sempre meglio del film – occorre dire la più seguita,
  • quella per cui il film può rendere bene quanto il libro.

Ovviamente io sono a favore, tendenzialmente per la prima, sennonché sono consapevole che vi sono delle eccezioni, poiché con alcuni accorgimenti la trasposizione cinematografica di un libro o di una serie può benissimo riuscire a soddisfare anche i palati più esigenti. Cerchiamo di capire il perché.

Risulta evidente che la narrazione di una storia all’interno di un libro risulta ricca di particolari, di aspetti e di descrizioni che in un film non potranno essere riportati interamente per motivi di tempo. E allora? Il film sarà mutilato rispetto al libro? Direi di no, o quanto meno, non sempre e vi spiego i casi in cui può essere molto piacevole veder riportare sullo schermo un romanzo che ci ha appassionati o che magari ancora non abbiamo letto – e che vi consiglio di leggere ugualmente, anche se volete vedere prima il film.

  • In primis, il fatto che l’autore del libro faccia parte della squadra che andrà a scrivere la sceneggiatura di un film o di una serie, ci garantisce che essa non venga snaturata, o comunque che si attuino dei compromessi che possano rendere perfettamente quello che l’autore stesso aveva inserito nel libro (questo è avvenuto con Margaret Atwood nella serie The Handmaid’s Tale, tratta dal suo romanzo Il racconto dell’ancella); 

  • Ci sono delle storie che rendono molto bene al cinema, anche se la loro genesi è da ritrovare in un libro o in un fumetto e che molto spesso riescono a riscuotere successo e a trovare il consenso del pubblico pur presentando, come detto inizialmente, molte riduzioni rispetto al testo da cui sono tratte (mi riferisco al Il Signore degli anelli, di Tolkien, alla saga di Hunger Games, a quella di Harry Potter, a Shining, a Blade Runner, ecc.,) poiché si tratta di film che vanno soprattutto verso il fantasy, il distopico, la fantascienza,  o l’horror capaci, attraverso gli effetti speciali, di amplificare ciò che un lettore può aver immaginato durante la lettura del libro;
    .
  • Sicuramente, riuscire a mantenersi fedeli alla storia e al messaggio dell’autore non è per nulla semplice, poiché ogni regista, con il suo team, darà una propria visione e interpretazione. Questo non è un aspetto sempre negativo, poiché potremmo trovarci davanti a diverse e non pensate chiavi di lettura di una storia, che magari non avevamo considerato e che possono dare diversi spunti di riflessione (film che, a mio giudizio, non sono riusciti a rendere la bellezza del libri anche perché forse sono rimasti troppo in superfice e non hanno fatto il lavoro di scavo psicologico ce ne sono tanti, uno su tutti, La solitudine dei numeri primi, tratto dal libro di Paolo Giordano, che non ha convinto per nulla;
  • Solitamente vedere il film prima di aver letto il libro significa non avere più voglia di acquistare quel dato testo, perché si è già venuti a conoscenza della storia e del finale, oppure, come a volte capita, ed è successo anche a me, il film mi ha così stuzzicato da voler leggere il libro per capire quanto era rimasto immutato e quanto era stato modificato in seguito alle logiche cinematografiche o televisive;
    .
  • Ovviamente ciò che possiamo cogliere leggendo il libro è qualcosa di nostro e di molto personale, perché ciascuno di noi immaginerà ogni scena, ogni descrizione, ogni personaggio, che spesso andrà a cozzare con quello visto nel film, che in fondo, se ci pensiamo bene, come detto, è solo l’immagine che un altro – in questo caso il regista con il suo team -, si è fatto di quello storia.

E voi che ne pensate: meglio il libro o il film?

About the Author

Amalia Papasidero, editor, correttore di bozze, consulente letterario e blogger. Ha conseguito il master in “Tradizione e innovazione nell’editoria. Dal libro all’e-book” presso l’Università della Calabria. Gestisce il sito web www.scritturaedintorni.it (che ha ottenuto l’accredito stampa presso il Festival della letteratura di Mantova nel 2016), che si occupa di ciò che ruota attorno al mondo della scrittura e offre numerose risorse e servizi per gli autori. Organizza eventi letterari e culturali (presentazioni librarie e musicali, campagne di sensibilizzazione su temi sociali). Ha da poco pubblicato una raccolta di poesie dal titolo “Riflessi”. Tiene corsi di scrittura e self-publishing, workshop sulle tematiche legate alla narrazione.