〈movimentomilc〉 e il cinema sperimentale

Mar 12, 2016
Primo piano

In un uggioso pomeriggio di febbraio, incontro a Vibo Valentia Michele Tarzia, uno degli ideatori, insieme a Vincenzo Vecchio, di {movimentomilc} un duo di artisti transmediali che utilizza il linguaggio del cinema come mezzo di sperimentazione verbale, in continua indagine sulle forme di espressione artistica, addentrandosi negli archivi storici come in quelli della mente per scoprire dinamiche nascoste che la parola o un suono rinnovano alla luce del movimento.

Ci accomodiamo in un delizioso bar, davanti a una calda tazza di caffè e subito mi colpisce la grande passione che emerge da questo giovane artista il cui scopo principale è ricercare, creare, comunicare. Il collettivo di questi due filmmakers del Sud è legato soprattutto a tematiche sociali e ne è una prova il bellissimo video Méduses, che affronta la tematica dell’immigrazione, mai come ora di grande attualità. Quello di Michele e Vincenzo, però, non è un cinema di finzione, ma un cinema che potrebbe essere definito “ibrido”, poiché a volte esso si esprime tramite documentari (all’interno dei festival), altre mediante proiezioni di videoarte (nei musei).

Infatti, mi spiega Michele, i loro “film” non vengono spesso proiettati nelle sale cinematografiche, bensì li si ritrova, in spazi autogestiti o in situazioni più di “nicchia” rispetto al grande pubblico.

I lavori vengono realizzati tramite due diverse tecniche: la prima si fonda sulla ricerca di immagini di archivio e di audio-archivio realizzate da altri; le immagini stesse vengono poi decontestualizzate e usate per creare dei film che si caratterizzano per il messaggio concettuale che essi racchiudono. La seconda tecnica avviene tramite l’utilizzo di immagini d’archivio che Michele e Vincenzo hanno creato nel tempo con i loro lavori, i cosiddetti “scarti” di progetti precedenti. Nel primo caso l’esempio è rappresentato dal video Méduses, mentre nel secondo da Ritratti.

Ovviamente si tratta di un cinema che potremmo definire sperimentale, ma non perché vi sono pochi fondi per la creazione dei progetti o perché ci si trova davanti a una produzione indipendente; possiamo definire i progetti di {movimentomilc} sperimentali perché il metodo e le idee circa la loro realizzazione non hanno nulla a che vedere con la filmografia classica, perché non si soffermano su sceneggiature fatte di personaggi, attori e battute, ma tentano con una sequenza di immagini e musica di portare un messaggio che, come già detto, è soprattutto concettuale e forse per questo arriva dritto alla pancia dei loro spettatori.

I due giovani registi lavorano ai loro film sempre insieme, è interessante uno dei film portati di recente nell’esposizione Cinéma/Cinéma a Bruxelles dal titolo No man is an Island.

Tra musica e immagini acquisiti presso l’archivio americano Prelinger Archive, sulla base di un libroLocandina_web di John Donne e una canzone di Joan Baez, questo film parla della vita dell’uomo, raccontandone i vari aspetti. Sicuramente una ricerca interiore, una profonda indagine che il duo ha condotto attraverso l’archivio, per poi comunicare anche agli altri la necessità di realizzarla.

No man is an Island  è un patchwork di centinaia di immagini prodotte in tempi e luoghi lontani tra di loro, da persone diverse con aspirazioni e motivi diversi, una sorta di foto di gruppo, una sintesi, di certo incompleta, di quello che siamo.

Michele e Vincenzo, nonostante siano consapevoli che affermarsi in ambito cinematografico, a causa di una logica che ruota essenzialmente attorno ai guadagni sia molto difficile, riscuotono sempre un bel successo, sia a livello di critica, sia a livello di pubblico; i loro lavori sono stati presentati in vari festival, musei, mostre, a riprova che anche se si parte dal basso, ma c’è passione e profondo amore per ciò che ci si fa e si crede veramente fino in fondo, si possono avere delle belle soddisfazioni a cui sicuramente, in futuro ne seguiranno delle altre.

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Amalia Papasidero, editor, correttore di bozze, consulente letterario e blogger. Ha conseguito il master in “Tradizione e innovazione nell’editoria. Dal libro all’e-book” presso l’Università della Calabria. Gestisce il sito web www.scritturaedintorni.it (che ha ottenuto l’accredito stampa presso il Festival della letteratura di Mantova nel 2016), che si occupa di ciò che ruota attorno al mondo della scrittura e offre numerose risorse e servizi per gli autori. Organizza eventi letterari e culturali (presentazioni librarie e musicali, campagne di sensibilizzazione su temi sociali). Ha da poco pubblicato una raccolta di poesie dal titolo “Riflessi”. Tiene corsi di scrittura e self-publishing, workshop sulle tematiche legate alla narrazione.

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