Quali segni scegliere per inserire una battuta di dialogo

Di Amalia Papasidero

Mi succede molto spesso che, durante i corsi e workshop che tengo, in molti mi chiedano quale sia il modo migliore per indicare formalmente una battuta di dialogo. Si tratta di una questione sulla quale si innestano spesso vari punti di vista, dato che vi è una certa oscillazione in ambito editoriale.

Prima di capire quale forma scegliere, devi diventare consapevole di una cosa: tutti i segni che riguardano l’aspetto esteriore di un testo rientrano tra le norme di carattere redazionale, ossia quella serie di regole che vengono decise all’interno di una casa editrice e che poi vanno a contraddistinguere e a rendere conoscibili i suoi libri.

Ciò rende evidente che l’aspetto formale, e quindi nel nostro caso, la modalità per indicare delle battute tra i personaggi, è un problema che “non ti riguarda”, a meno che tu non faccia un self-publishing e quindi ti debba occupare di tutto quello che concerne la creazione del libro (impaginazione, copertina, grafica, quarta di copertina, ecc.).

Ti elenco, dunque, quali segni vengono di solito usati per inserire una battuta di dialogo:

  • «» alcuni preferiscono utilizzare le virgolette basse o a caporale; si trovano nella linguetta inserisci di word, alla voce simboli, contraddistinta da un’omega (Ὠ); cliccando su di essa si aprirà un box all’interno del quale vi sono tutti i segni speciali che possono, ovviamente, essere riportati sulla tastiera grazie alla combinazione di tasti per la scelta rapida (tali virgolette sono usate ad esempio da Case Editrici quali Adelphi, Mondadori, Garzanti, Newton Compton, Minimun Fax);
  • “” altri scelgono le virgolette alte; esse si trovano sulla tastiera, precisamente in corrispondenza del tasto 2 (le usa ad esempio la Casa Editrice Feltrinelli);
  • – altri ancora scelgono il trattino medio spaziato (utilizzato, ad esempio, da Case Editrici come Enaudi e Bompiani).

Io, solitamente, amo utilizzare le virgolette a caporale, le trovo molto eleganti per un testo, mentre i pensieri dei personaggi possono essere inseriti tra virgolette alte oppure in corsivo.

Tratterò questo argomento, insieme a tanti altri, all’interno del laboratorio online (che si svolgerà in diretta all’interno di un’aula virtuale) sull’attività editoriale e che partirà mercoledì 25 settembre: per avere maggiori informazioni e iscriverti puoi CLICCARE QUI

Buona scrittura!

About the Author

Amalia Papasidero, editor, correttore di bozze, consulente letterario e blogger. Ha conseguito il master in “Tradizione e innovazione nell’editoria. Dal libro all’e-book” presso l’Università della Calabria. Gestisce il sito web www.scritturaedintorni.it (che ha ottenuto l’accredito stampa presso il Festival della letteratura di Mantova nel 2016), che si occupa di ciò che ruota attorno al mondo della scrittura e offre numerose risorse e servizi per gli autori. Organizza eventi letterari e culturali (presentazioni librarie e musicali, campagne di sensibilizzazione su temi sociali). Ha da poco pubblicato una raccolta di poesie dal titolo “Riflessi”. Tiene corsi di scrittura e self-publishing, workshop sulle tematiche legate alla narrazione.