Quella voce narrante che tutto sa: il narratore onnisciente

Di Amalia Papasidero

il narratore onnisciente

Autore e narratore

All’interno di un testo dobbiamo distinguere l’autore dal narratore, poiché non sempre coincidono.

Infatti, in moltissimi casi, la voce narrante della storia è un soggetto diverso da chi la storia la scrive e dunque avrà un punto di vista che potrà variare a seconda che sia:

  • un narratore interno (utilizza soprattutto la prima persona ed è di solito uno dei personaggi),
  • un narratore esterno (utilizza la terza persona e si tratta di un soggetto terzo rispetto alla vicenda)
  • un narratore onnisciente ­– ovviamente sarai tu a dover scegliere qual è la voce più adatta a raccontare la tua storia.

Il narratore onnisciente: caratteristiche

il narratore onniscienteQuest’ultimo è quasi sempre un narratore esterno, viene utilizzata la terza persona, e si caratterizza per il punto di vista che ha sulle vicende (si parla di focalizzazione zero), perché conosce tutto dei personaggi, i loro pensieri, il loro mondo interiore, quello che faranno, e sa tutto della storia. Questo tipo di narratore può essere palese, esprimendo giudizi e valutazioni su ciò che sta accadendo; poiché può inserire delle anticipazioni, ciò può essere considerato un sicuro indizio per capire se siamo dinnanzi a un narratore onnisciente.

Alcuni esempi di narratore onnisciente: Il nome della Rosa di Umberto Eco (in tal caso il frate Adso de Melk, conosce tutti gli avvenimento che sta raccontando), I promessi sposi di Alessandro Manzoni, Anna Kerenina di Lev Tolstoj.

Sicuramente è un tipo di narratore largamente utilizzato nei romanzi dell’Ottocento, ma anche oggi può essere tranquillamente usato per la scrittura di un testo, non vi sono regole fisse, basta solo conoscere gli strumenti per capire in che modo è più opportuno utilizzarli.

Per ricapitolare…

Il narratore onnisciente:

  • sa tutto della psicologia dei personaggi e conosce tutta la storia;
  • vede tutto dall’esterno e come un “dio” muove i fili di ogni vicenda;
  • inserisce valutazioni, propri pensieri e anche anticipazioni (quest’ultimo elemento ci aiuta a riconoscerlo);
  • utilizza la terza persona, evidenziando un certo distacco rispetto alla narrazione.

Buona scrittura!

About the Author

Amalia Papasidero, editor, correttore di bozze, consulente letterario e blogger. Ha conseguito il master in “Tradizione e innovazione nell’editoria. Dal libro all’e-book” presso l’Università della Calabria. Gestisce il sito web www.scritturaedintorni.it (che ha ottenuto l’accredito stampa presso il Festival della letteratura di Mantova nel 2016), che si occupa di ciò che ruota attorno al mondo della scrittura e offre numerose risorse e servizi per gli autori. Organizza eventi letterari e culturali (presentazioni librarie e musicali, campagne di sensibilizzazione su temi sociali). Ha da poco pubblicato una raccolta di poesie dal titolo “Riflessi”. Tiene corsi di scrittura e self-publishing, workshop sulle tematiche legate alla narrazione.