Questa è la fine: come concludere una storia

Di Amalia Papasidero

Quanto è importante il finale in una storia?

Davvero molto, come tutte le singole parti che la compongono.

Infatti, il finale o l’excipit (neologismo che, dal 1990, va a indicare la conclusione di una narrazione) risulta un aspetto da non trascurare nella costruzione di un testo:

  • dobbiamo considerare che è la conseguenza di tutti gli eventi che si sono sviluppati lungo il racconto, quindi la risoluzione di controversie, di questioni in sospeso, di enigmi che si trascinano dall’inizio;
  • potrebbe anche consistere in un profondo cambiamento di uno o più personaggi che si verifica in relazione alle vicende vissute;
  • potrebbe realizzarsi con una brusca interruzione nell’assetto generale della storia, cosa che può lasciare un po’ l’amaro in bocca al lettore, spiazzandolo, non costituendo un vero e proprio finale, e non lasciando aperta la possibilità di finali alternativi.

Dopo aver letto un libro che ti ha appassionato, in cui sei entrato in empatia con i personaggi, con i loro sentimenti e le loro situazioni, ti aspetti un finale che sia degno di tutto il percorso che hai fatto per arrivare fin lì, e spesso accade che la conclusione sia deludente, o magari che si risolva in poche righe.

Siccome adoro i finali delle storie, il primo consiglio che ti voglio dare è di lavorarci con attenzione, di rifletterci su, ma non per accontentare il lettore, ma perché la tua narrazione deve avere un finale che funzioni, che colpisca, che non sia insignificante.

Possiamo avere diversi tipi di finale:

  • Il finale aperto: esso lascia molto all’immaginazione del lettore; è una conclusione, ma non precisa e definitiva, lascia spazio alle interpretazioni e dà respiro alla storia

Esempio finale aperto:

È disdicevole come per una signora girare da una locanda all’altra, da una città all’altra senza pace, senza rimedio” direbbe il signor figlio Marino e avrebbe forse ragione.

Quel correre, quel vagare, quel patire ogni fermata, ogni attesa, non sarà un avvertimento di fine? Entrare nell’acqua del fiume prima con la punta delle scarpe, poi con le caviglie e infine con le ginocchia, con il petto , con la gola. L’acqua non è fredda. Non sarebbe difficile farsi inghiottire da quel turbinio di correnti odorose di foglie marce.

Ma la voglia di riprendere il cammino è più forte. Marianna ferma lo sguardo sulle acque giallognole, gorgoglianti e interroga i suoi silenzi. Ma la risposta che ne riceve è ancora una domanda. Ed è muta.

(La lunga vita di Marianna Ucrìa di Dacia Maraini)

 

  • Finale con il colpo di scena o a sorpresa: avviene un qualcosa di totalmente inatteso e che quasi nulla ha a che fare con ciò che potevano essere le naturali conseguenze della storia, si verifica un ribaltamento di quanto previsto (lo troviamo spesso nei gialli e nei thriller);

Esempi di finale con colpo di scena o a sorpresa:

…Quando Seymour tornò nelle sue stanze, «guardò la ragazza addormentata su uno dei letti gemelli. (…) Poi attraversò la stanza e sedette sul letto libero; guardò la ragazza, prese la mira e si sparò un colpo nella tempia destra».

(Nove racconti di J. D. Salinger “Un giorno ideale per i pescibanana”)

Ma anche i finali di Espiazione, di Ian McEwan, e di Figth Club, di Chuck Palahniuk.

  • Finale che rilancia la narrazione: non è una vera e propria conclusione poiché vi è l’inserimento di elementi che fanno intendere la possibile continuazione della storia (ciò lo ritroviamo nelle saghe, nella scrittura delle sceneggiatura delle serie televisive e nei fumetti); il lettore capisce che ci sarò un seguito.

 

  • Il finale “classico”: un tipo di conclusione in cui vi è una netta e chiara interruzione della storia:

 

Esempio di finale classico:

Egli trasse un profondo respiro. “Sono tornato”, disse.

 

(Il signore degli anelli di J. R. R. Tolkien).

 

  • Finale tragico o con una morale: nel primo caso il tutto si conclude con toni drammatici, vi è un’alta tensione narrativa, nel secondo si vuole dare un insegnamento (pensiamo ai libri che costituiscono la letteratura per ragazzi, i cosiddetti romanzi di formazione)

Esempio finale tragico:

PRINCIPE

Questa lettera conferma le parole del Frate:

racconta il loro amore, dà notizia della morte di lei,

e qui narra che acquistò il veleno da uno speziale

ridotto in miseria, con quello venne

in questa cripta, per uccidersi e giacere con Giulietta.

Dove sono questi nemici? Capuleti, Montecchi,

guardate che maledizione è scesa sul vostro odio,

e come il cielo ha saputo servirsi dell’amore

per uccidere le vostre gioie.

Io, per aver chiuso un occhio sulle vostre discordie,

ho perso due parenti. Siamo stati tutti puniti.

 

CAPULETI

Ah, fratello Montecchi, dammi la mano.

Questa è tutta la dote di mia figlia.

Di più non posso chiedere.

 

MONTECCHI

Ma io posso darti di più.

Le innalzerò una statua d’oro puro,

così finché Verona conserverà il proprio nome

nessuna immagine sarà tenuta in pregio

quanto quella di Giulietta, leale e fedele.

 

CAPULETI

Con uguale splendore Romeo

riposerà accanto alla sua donna:

povere vittime della nostra inimicizia.

 

PRINCIPE

Una triste pace porta con sé questa mattina:

il sole, addolorato, non mostrerà il suo volto.

Andiamo a parlare ancora di questi tristi eventi.

Alcuni avranno il perdono, altri un castigo.

Ché mai vi fu una storia così piena di dolore

come questa di Giulietta e del suo Romeo. Escono.

 

(Romeo e Giulietta di William Shakespeare)

Quando ti troverai a dover decidere come concludere il tuo racconto o il tuo romanzo, scegli quale tipo di finale vuoi realizzare (a sorpresa, “classico”, che rilancia la narrazione, ecc.) e poi dedicagli l’attenzione e la cura di cui ha bisogno, non avere fretta.

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Buona scrittura!

 

About the Author

Amalia Papasidero, editor, correttore di bozze, consulente letterario e blogger. Ha conseguito il master in “Tradizione e innovazione nell’editoria. Dal libro all’e-book” presso l’Università della Calabria. Gestisce il sito web www.scritturaedintorni.it (che ha ottenuto l’accredito stampa presso il Festival della letteratura di Mantova nel 2016), che si occupa di ciò che ruota attorno al mondo della scrittura e offre numerose risorse e servizi per gli autori. Organizza eventi letterari e culturali (presentazioni librarie e musicali, campagne di sensibilizzazione su temi sociali). Ha da poco pubblicato una raccolta di poesie dal titolo “Riflessi”. Tiene corsi di scrittura e self-publishing, workshop sulle tematiche legate alla narrazione.