Se non ti vedo non esisti

Di Amalia Papasidero

A volte le persone riescono a toccarsi così tanto
a guardarsi dentro con delle lenti d’ingrandimento che lasciano vedere tutto quello che accumulano,
con la cura dei collezionisti e il fetore delle discariche,
montagne di spazzatura e di librerie piene di storie incredibili da raccontare.

Il cuore ha delle ragioni che la ragione non può comprendere, per questo Anita, persa tra le sue mille sé, cerca in maniera forsennata quell’amore che possa colmare un vuoto, un vuoto profondo, che ha radici lontane nei suoi ricordi di bimba.

Eccola dunque barcamenarsi tra un matrimonio in crisi, quello con Jacopo, una fugace avventura con Filippo, conosciuto durante un viaggio di lavoro a New York, e una passione ossessiva e malata per Flavio.

Sullo sfondo, però, una figura quasi dai contorni sbiaditi, suo padre, un padre andato via troppo presto.

 

Con questo suo primo romanzo, leggero e a tratti emozionante, Claudia Lagona, in arte Levante, crea una bella empatia con il lettore, riesce a catapultarlo nella caotica e disordinata vita della giovane protagonista, una vita fatta di errori, bugie, lacrime, tutti sentimenti che riescono a sancire un legame sottile, profondo e particolare.

Se non ti vedo non esisti, edito Rizzoli, è una lettura piacevole, con un buon ritmo narrativo, con qualche situazione forse un po’ banale che è possibile superare grazie al buon amalgama della storia nel suo insieme.

Un libro che è un percorso di crescita, uno sfogo, il racconto di come sia difficile avere a che fare con i sentimenti, come sia complicato fare la “cosa giusta al momento giusto”:

Ci sono momenti nella vita di ognuno di noi in cui le scelte che facciamo sono il prodotto di una somma di emozioni,
alla quale sottraiamo il buonsenso,
moltiplichiamo per l’egoismo
e dividiamo in parti uguali per tutte le volte in cui il risultato finale è lo stesso ed è sbagliato.

Certo, magari ci si aspetterebbe qualcosa di più, più intrecci, maggiore introspezione, più sorprese e colpi di scena, ma tutto sommato quella che ci racconta l’autrice è la storia di una ragazza qualunque, in una situazione come tante, in cui probabilmente un po’ tutte le donne, giovani e meno giovani, possono riconoscersi, e solo per questo aspetto il libro riesce a colpire nel segno.

La scrittura di Levante è capace di smuovere qualcosa dentro, è fresca e, così come avviene per i testi delle sue canzoni, le permette di entrare subito in sintonia con il suo pubblico:

Certe cose possono saperle soltanto gli occhi.

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About the Author

Amalia Papasidero, editor, correttore di bozze, consulente letterario e blogger. Ha conseguito il master in “Tradizione e innovazione nell’editoria. Dal libro all’e-book” presso l’Università della Calabria. Gestisce il sito web www.scritturaedintorni.it (che ha ottenuto l’accredito stampa presso il Festival della letteratura di Mantova nel 2016), che si occupa di ciò che ruota attorno al mondo della scrittura e offre numerose risorse e servizi per gli autori. Organizza eventi letterari e culturali (presentazioni librarie e musicali, campagne di sensibilizzazione su temi sociali). Ha da poco pubblicato una raccolta di poesie dal titolo “Riflessi”. Tiene corsi di scrittura e self-publishing, workshop sulle tematiche legate alla narrazione.