• Esercizio: diario qualcosa di positivo e che ho imparato.
    Caro Diario,
    Oggi ti scrivo con stato d’animo molto positivo.
    Come sempre dall’inizio della quarantena mi sono svegliata alle 4. Per fortuna mi sono riaddormentata fin verso le 6. Quando si è costretti a casa con poche alternative sembra amplificata l’ansia da prestazione, paradossalmente. Perché ci si deve inventare cosa fare.
    Quindi sembrava una mattina come tante altre. Stare in casa in relax o uscire almeno per una mini passeggiata?
    Però oggi è il primo giorno della terza fase…tadadadaaaa… oggi riapre tutto o quasi!
    Stavi ascoltando la solita lezione mattutina di yoga quando mi ha chiamato Christian, miracolosamente già sveglio alle 7.
    Sarebbe andato al mercatino dell’usato vicino casa mia per un amplificatore.
    In due minuti… si ti stai stupendo lo so..ho deciso!
    Gli ho risposto che andavo anche io!
    Doccia veloce, scarpe Saucony fucsia, bellissime, e pronta!
    Per una volta è arrivato puntuale, alle 8.30 era sotto casa mia.
    Ci siamo fermati a prendere un caffè…al bar!!! Una goduria. Seduti fuori al tiepido sole.
    Poi giro al mercatino. Quante cose belle che ho visto. O almeno mi sembrava tutto troppo bello.
    Amplificatore comprato e poi passeggiata al parco. Due chiacchiere molto leggere, niente speculazioni su vaccini, pseudo-esperti mercenari da criticare. Solo chiacchiere banali. Talmente futili da essere super divertenti!
    L’ironia e l’autoironia sono un’ottimo antidoto contro paura e senso di impotenza.
    Mi è sembrato di vivere un giorno, non una sola mattinata.
    Ma adesso la palpebra è un po’ calante. Quindi ti saluto perché vado a fare un piccolo pisolino.
    A domani.
    Elena

    • In questo testo fuoriesce un altro aspetto che ho notato far parte di te: sei autoironica, anche se spesso l’ironia diventa amara… ovviamente, come hai potuto vedere durante i diversi incontri, ci sono vari modi per potersi raccontare e secondo me, tra i tanti, quello intimo del diario o del memoire, con l’utilizzo della prima persona, ti calza a pennello. Ti permette di esprimerti e, come ti ho più volte scritto, hai un modo leggero, naturale di raccontare. Anche se parli di te (mi dicevi di avere difficoltà a scrivere di situazioni esterne) io trovo piacevole e interessante la narrazione. Dobbiamo sempre partire da noi, da quello che conosciamo per poi, magari, allargare gli orizzonti. Il diario, inoltre, essendo uno “sfogatoio” può rappresentare uno strumento molto utile per raccontarsi e per riuscire a guardarsi dentro, giorno per giorno. Potrebbe essere una buona idea tenere traccia quotidianamente dei propri pensieri, di quello che ci accade e di come lo viviamo.

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